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Che triste fine per Giuseppe #Conte: in Europa si va ad alleare con Ilaria #Salis e Carola #Rackete. Ormai è un partito di estrema sinistra...

Imbarazzante la difesa delle #occupazioni abusive da parte di #Salis e del suo leader #Fratoianni. Sostengono l'illegalità senza nemmeno vergognarsi, pazzesco!

I profeti dell'accoglienza a tutti i costi ora si scandalizzano per il drammatico caso del ragazzo indiano lasciato morire dopo un incidente sul lavoro. Sono loro i responsabili di questo scempio, avendo spinto allo sfruttamento migliaia di disperati con le loro folli politiche… https://twitter.com/i/web/status/1804506352363933743

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L’obbligo di auto elettrica dal 2035 rischia di essere un danno

15 Dicembre 2021

L’obbligo imposto dall’Europa sulle auto elettriche potrebbe delineare numerosi rischi per l’Italia.

Dal 2035 in Italia si venderanno solo auto elettriche. La transizione ecologica è sicuramente importante ma bisogna aver chiari quali siano il contesto attuale e i pericoli per molti settori produttivi.

Solo in Lombardia si rischia di perdere 20mila posti di lavoro, anche nel breve termine. Imporre un’unica strada a un’intera filiera limita il futuro e la concorrenza. Scelte calate dall’alto rischiano di penalizzare chi vuole investire in tecnologia e innovazione.

Mancano completamente strategie e progetti per consentire a migliaia di aziende italiane del settore di adeguarsi gradualmente all’imposizione dell’Ue di procedere con l’elettrificazione dei motori abbandonando completamente la combustione.

Servono gradualità e incentivi per evitare il rischio di delocalizzazioni, magari in paesi asiatici dove i vincoli burocratici sono minori e dove ci sono le tecnologie necessarie a rendere sostenibile l’elettrificazione. Vi sono categorie come tornatori e fresatori che dovranno cambiare totalmente la loro attivitá. Abbiamo un’intera filiera produttiva che rischia di sparire. Evidenzio che solo i metalmeccanici coinvolti nella filiera sono 270mila

Allo stesso tempo ci troviamo di fronte a un prodotto, l’auto elettrica, che è ancora costoso e per pochi. Sulle autostrade, così come nelle città, sono pochissime le colonnine di ricarica.

Ci sono solo 12.500 stazioni di ricarica pubblica nel nostro Paese e 25.000 punti per fare il pieno. Siamo indietrissimo, anche perché molte colonnine funzionano poco e male. In più, oneri fiscali e parafiscali fanno schizzare in alto il costo della ricarica.

Inoltre nessuno considera la questione dei veicoli industriali per cui la prospettiva rimane il diesel visto che l’elettrico per questi mezzi non è ancora stato messo a punto.

Di fronte a scelte, limite e date cosi vicine mi chiedo se nelle istituzioni europee ci siano confronti con le realtà interessate.

Non pensare a piani e a conseguenze di queste scelte ideologiche rischia di creare enormi danni sociali!

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